VIRAL MARKETING: IL CASO HOTMAIL.COM

Il marketing virale sfrutta la capacità comunicativa di un ristretto numero di destinatari iniziali per trasmettere il messaggio ad un numero esponenziale di utenti finali. Una strategia di comunicazione e di pubblicità che, se funziona, è a basso costo e ha effetti positivi difficilmente calcolabili. Il principio del marketing virale si basa sull’originalità di un’idea: qualcosa che, a causa della sua natura o del suo contenuto, riesce a espandersi molto velocemente.

L’idea che può rivelarsi interessante per un utente, viene passata da questo ad altri contatti, da questi ad altri e così via; In questo modo si espande rapidamente, tramite il principio del “passaparola”. Il marketing virale comporta uno sforzo soltanto in fase distart-up. La vera e propria fase di crescita, la fase esplosiva, è tutta nelle mani degli utenti che spesso non si rendono nemmeno conto di partecipare a un processo di diffusione di un messaggio pubblicitario.

Questa sorta di ‘incoscienza’ è il vero punto di forza del marketing virale, l’utente diventa a sua volta “testimonal” nella sua più totale inconsapevolezza.

il caso hotmail.com

Hotmail.com è stato uno dei primi siti a offrire gratuitamente un servizio di posta elettronica. Il fatto che siano diventati leader nei servizi e-mail, e non solo, è dovuto alla strategia di marketing virale adottata sin dall’inizio.

La strategia è riassumibile in due punti:
1)fornire un servizio e-mail gratuito
2) aggiungere a ogni messaggio e-mail un messaggio, non invasivo, che dice: “Ottieni la tua casella e-mail privata e gratis con www.hotmail.comOltre ad esserci un vero e proprio passaparola(alla domanda come faccio per avere una mail?quanto mi costa?la risposta era sempre la solita, usa Hotmail.com, funziona benissimo e poi è gratis!); ogni utente di Hotmail, spedendo messaggi a decine e centinaia di persone, ha fatto una potentissima pubblicità del sito, anche perché il “testimonial” era assolutamente credibile: l’utente/promotore usava un ottimo servizio di mail gratuito e a sua insaputa lo proponeva ai suoi amici e conoscenti.

Oltre ad esserci un vero e proprio passaparola(alla domanda come faccio per avere una mail?quanto mi costa?la risposta era sempre la solita, usa Hotmail.com, funziona benissimo e poi è gratis!); ogni utente di Hotmail, spedendo messaggi a decine e centinaia di persone, ha fatto una del sito, anche perché il “testimonial” era assolutamente credibile: l’utente/promotore usava un ottimo servizio di mail gratuito e a sua insaputa lo proponeva ai suoi amici e conoscenti.Ma come detto in precedenza gli effetti positivi del marketing virale, paradossalmente, sono talmente incalcolabili da poterne causare il proprio insuccesso. Se gli amministratori di Hotmail non avessero previsto correttamente il grado di crescita esponenziale della propria utenza (ovvero se non avessero messo in conto di dovere acquistare a breve nuovi e più potenti server per la distribuzione delle e-mail), il sistema sarebbe collassato nel giro di pochi giorni. Nessuno infatti avrebbe più potuto utilizzare Hotmail come servizio di posta elettronica ed un servizio gratuito è appetibile solo quando funziona. Riprendersi da uncollasso tecnologico del genere sarebbe stato molto difficile.

Chiunque quindi intraprenda una strategia di marketing virale deve quindi considerare quali ne saranno gli effetti nei migliori dei casi e quali saranno i costi che si dovranno sostenere e quali saranno le risorse che si dovranno impegnare.

Federico Lorenzi

VIRAL MARKETING: IL CASO HOTMAIL.COMultima modifica: 2010-11-18T11:20:30+01:00da comunytation
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