Pane, amore e social network

di Alessandro Gilioli

Perché milioni di italiani vanno su Facebook o sugli altri siti simili? Risponde, per la prima volta, un’indagine demoscopica. Con molte sorprese

Ormai i frequentatori di Facebook nel mondo sono quasi come la popolazione degli Stati Uniti. Certo, non tutti poi lo cliccano da mattina a sera, c’è chi si è fatto il profilo e poi è sparito, ma il fenomeno c’è e continua a crescere. In Italia si parla di circa 10 milioni di “feisbuchisti”, vale a dire quasi un internauta su due. Ma perché lo fanno? E soprattutto: che cosa ci fanno? La risposta che solitamente danno quelli che su Facebook non ci sono è “perdono tempo” o, più malignamente, “provano a rimorchiare”. È davvero così? Secondo la Swg di Trieste, che ha appena condotto una ricerca su motivazioni e comportamenti dei frequentatori italiani dei social network, le cose sono un po’ più complesse. E questa indagine (che vi anticipiamo in esclusiva) racconta di una realtà in cui Facebook e gli altri network in realtà hanno acquisito una funzione importante sotto tanti aspetti: nel coltivare le relazioni, naturalmente, e nel recuperare contatti persi nel tempo; ma anche nell’informarsi e nel farsi un’opinione politica e culturale, oltre che nell’implementare la propria attività professionale. Insomma, qualcosa di più di un passatempo.

Il campione (1.326 tra iscritti a Facebook, My- Space, Linkedin, Badoo e Giovani.it) rivela innanzitutto che siamo di fronte a persone che vanno in Rete da un bel po’(il 96 per cento da almeno cinque anni, il 28 per cento da prima del 1997) e si collegano spesso al Web (il 48 per cento lo fa “sempre quando può”). Se ci si iscrive a un social network di solito poi lo si frequenta davvero: il 44 per cento clicca il suo sito sociale ogni giorno, il 26,4 “sempre quando può”, e solo il 7 per cento meno di una volta alla settimana: insomma, non siamo di fronte a un bis della bolla Second Life.

Ma perché si frequentano Facebook e gli altri siti simili?
Sorpresa: “conoscere nuovi amici” è una ragione che riguarda solo il 33 per cento degli intervistati; e “flirtare” – cioè cercare nuovi partner – è una motivazione “poco” o “per niente” considerata dall’86 per cento. Il dato va forse corretto da un filo di timidezza o ipocrisia, ma è un fatto che se si va in cerca di una relazione esistono siti molto più efficaci. E in ogni caso il 78 per cento degli iscritti limita l’accesso alle sue informazioni personali agli amici, a conferma che l’apertura verso “gli sconosciuti” è scarsa. Quali sono allora gli utilizzi del social network? Per la maggior parte (88 per cento) “restare in contatto con amici e conoscenti “, vale a dire persone con cui si aveva già una relazione amicale prima che esistesse Facebook. Si chiacchiera via Fb sul lavoro, si “sta insieme” la sera dopo cena, ci si scambiano battute e opinioni, ma se ne fa anche un uso più creativo: ad esempio, commentare in gruppo un evento che si sta guardando in televisione ciascuno da casa sua. 

Ovviamente è poi materia sociologica capire quanto questi contatti virtuali sostituiscano una frequentazione fisica (e quindi siano impoverenti dal punto di vista sociale) e quanto invece creino un’alternativa a un consumo di tempo che altrimenti sarebbe solitario (e quindi siano, al contrario, arricchenti). Quest’ultima ipotesi tuttavia sembra prevalere, visto che il 74 per cento degli intervistati ritiene “importante” o “molto importante” il fatto che il social network gli abbia dato la possibilità di tenersi in contatto con conoscenti o amici che altrimenti si frequentavano poco. Tra le motivazioni dei social networker ce n’è poi un’altra che viene spesso snobbata dai più e che invece ha una sua importanza: il 76 per cento degli iscritti sostiene infatti di usare “molto” o “abbastanza” Fb e gli altri per “condividere informazioni”. Che cosa vuol dire? Chi ha parecchi contatti su Facebook lo sa benissimo: spesso gli iscritti non postano solo i propri pensierini personali (“Che sonno!”, “non ho voglia di lavorare etc”) ma anche articoli di giornali on line e di blog che hanno trovato in giro per la Rete. Il risultato è che se una persona ha “amici” con i suoi stessi interessi, aprendo la pagina di Facebook si trova pronta una sorta di rassegna stampa, una selezione di articoli e video adeguata a quel consumo “playlist” delle news che è proprio della generazione Internet. Con in più la possibilità di commentare e discuterne con gli altri.

(02 ottobre 2009)

Pane, amore e social networkultima modifica: 2009-11-08T19:56:31+01:00da comunytation
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento